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10 fatti scientifici sul CBD da sapere

1.) Il CBD è oggetto di intensi studi scientifici

Ci sono più di 85 cannabinoidi nella cosiddetta cannabis, i più noti dei quali sono il CBD e il THC. Per questo motivo, questi due cannabinoidi hanno beneficiato del maggior numero di studi scientifici

2.) Il CBD non può farvi “sballare”

Il CBD, a differenza del suo fratello psicoattivo THC, non ha la proprietà di farvi “sballare”. A differenza del THC, che si lega ai recettori nervosi CB1 e CB2 e produce varie sensazioni fisiche e inebrianti, il CBD non lo fa. Per questo motivo il CBD è utilizzabile da chiunque, anche da chi svolge professioni che richiedono una grande lucidità mentale

3.) Il CBD è terapeutico

I farmaci aiutano a trattare condizioni di salute e mediche in tutto il mondo, ma spesso gli effetti collaterali possono ridurre o addirittura superare i benefici. È qui che il CBD può eccellere. Il CBD è considerato non tossico e quasi del tutto privo di effetti collaterali, quindi per alcuni può sostituire altri farmaci

4.) Il CBD è legale

Il CBD è un prodotto naturale che può essere estratto dalle piante di canapa industriale. Anche se gli usi legali della canapa variano a seconda del luogo, il CBD non rientra in queste normative a causa del contenuto minimo di THC che le piante di canapa industriale contengono (meno dello 0,3%)

5.) Il CBD stimola gli importanti recettori CB1 e CB2

Quando viene assunto, il CBD agisce sui due principali recettori dei cannabinoidi presenti nell’organismo. Il CB1, che si trova principalmente nel cervello e nel sistema nervoso centrale (nervi del cervello e del midollo spinale) e il CB2, che si trova nelle cellule del sistema immunitario, del tratto gastrointestinale e del sistema nervoso periferico (nervi che dal cervello e dal midollo spinale raggiungono il resto del corpo)

Questo è importante perché gli effetti dell’attivazione di questi recettori possono essere molto evidenti. Per esempio, alcuni studi hanno scoperto che l’attivazione dei recettori CB2 può liberare il cervello dalla proteina beta-amiloide, una placca presente nelle persone affette dal morbo di Alzheimer, mentre l’attivazione dei recettori CB1 può influire positivamente sulla depressione, ridurre la paura e la paranoia e ridurre le malattie infiammatorie intestinali e la pressione sanguigna. L’attivazione dei recettori CB1 può persino dare sollievo a uno dei disturbi mentali più diffusi negli Stati Uniti: l’ansia.

6.) Il CBD funziona bene per l’ansia

L’ansia viene spesso trattata con farmaci, psicoterapia o entrambi. Un sondaggio del 2018 v La ricerca sulla cannabis e sui cannabinoidi riporta che più del 60% dei consumatori di cannabidiolo ha dichiarato di aver usato il CBD per trattare una condizione medica. Le condizioni più comuni segnalate da questi utenti sono state il dolore, l’ansia e la depressione

7.) Produciamo cannabinoidi in modo naturale

I cannabinoidi sono prodotti naturalmente nel nostro sistema endocannabinoide, un sistema che influisce su vari processi corporei come l’umore, l’appetito, il dolore e varie funzioni cognitive. Uno degli endocannabinoidi più benefici è l’anandamide (la molecola della beatitudine)

L’anandamide è importante perché attiva i nostri recettori CB1:

Mentre l’anandamide agisce per attivare i nostri recettori CB1, il nostro corpo rilascia un enzima chiamato FAAH , che l’anandamide decompone. Il CBD è utile perché inibisce la capacità di FAAH di svolgere il suo lavoro

NOTA: il CBD attiva anche i recettori PPAR – gamma (i recettori PPAR-gamma svolgono un ruolo nell’assorbimento dei lipidi, nella sensibilità all’insulina, nel rilascio di dopamina e nella degradazione della placca beta-amiloide, che può influire positivamente su malattie come il diabete, la schizofrenia e il morbo di Alzheimer).

8.) Il CBD può influire positivamente sulla carenza clinica di endocannabinoidi (CECD)

Le persone con CECD producono livelli più bassi di cannabinoidi naturali. Gli effetti negativi di questa ridotta produzione possono essere:

  • Fibromialgia
  • Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)
  • emicrania
  • Sclerosi multipla (SM)
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD)
  • Malattia di Huntington
  • Malattia di Parkinson
  • Autismo

Come già detto, i farmaci prescritti per queste condizioni possono causare effetti collaterali peggiori dei sintomi. Questo è un altro ambito in cui il CBD può aumentare naturalmente e senza effetti collaterali la quantità di cannabinoidi nell’organismo per promuovere una salute migliore

9.) Il CBD è sicuro

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il CBD è generalmente tollerato dalla maggior parte delle persone. Ha un buon profilo di sicurezza e la Food and Drug Administration statunitense ha persino approvato un prodotto a base di CBD per via orale, Epidiolex, come trattamento per le sindromi di Lennox-Gastaut e Dravet, due gravi disturbi convulsivi dell’infanzia.

10.) Il CBD può aiutare in modo naturale chi soffre di convulsioni ed epilessia

Grazie al profilo di sicurezza dell’Epidiolex, la DEA ha riclassificato il farmaco da Schedule I (nessun uso medico, come l’eroina) a Schedule V (basso potenziale di abuso, come un soppressore della tosse). Questa è un’ottima notizia perché gli studi hanno dimostrato che il CBD contamina positivamente le persone afflitte da crisi multiple quotidiane.

Questa è solo un’ulteriore prova che il CBD può essere il sostituto farmaceutico naturale che stavamo cercando

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